
FOGGIA È STANCA. E CHI GOVERNA NON PUÒ PIÙ FARE FINTA DI NULLA.
Sindaca Episcopo, Giunta e maggioranza consiliare: il tempo degli annunci è finito. Oggi i foggiani chiedono risposte, e continuare a voltarsi dall’altra parte significa abbandonare la città al suo destino.
Foggia vive una condizione sempre più preoccupante: baby gang che intimidiscono cittadini e commercianti, episodi di violenza e colluttazioni, schiamazzi notturni, spazi pubblici e aree verdi sottratti alle famiglie e alle persone perbene. Il degrado urbano e sociale è ormai sotto gli occhi di tutti.
La domanda è semplice: dov’è il governo della città? Dov’è la capacità di programmare, prevenire e intervenire? Dov’è la presenza dell’Amministrazione nei quartieri? Perché i cittadini hanno la sensazione di essere stati lasciati soli?
Governare significa assumersi responsabilità, non limitarsi a comunicati e inaugurazioni. Significa affrontare i problemi con coraggio, pretendere più controlli, investire sul decoro urbano, sulla sicurezza e sulla vivibilità. Oggi, invece, prevale la percezione di una città senza guida.
Non è un caso che, nella classifica del gradimento dei sindaci pubblicata da Il Sole 24 Ore, la sindaca Maria Aida Episcopo sia collocata nelle ultime posizioni. Un dato politico che dovrebbe imporre una profonda riflessione, perché il consenso si conquista con i risultati, non con le parole.
Foggia non merita di essere ricordata per il degrado, l’insicurezza e l’immobilismo amministrativo. Merita una visione, una guida autorevole e un’Amministrazione capace di restituire fiducia ai cittadini.
Chi governa ha il dovere di ascoltare il malessere della città e di dare risposte concrete. Se non è in grado di farlo, abbia almeno l’onestà politica di prenderne atto.
Foggia non può più aspettare.
La Portavoce della Federazione
V. D’Aloia
A cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana

