Roma, 1975.
La Democrazia Cristiana attraversa una delle fasi più difficili della sua storia. Dopo quasi trent’anni al governo, il partito appare appesantito da correnti, equilibri interni. Il Partito Comunista cresce a ogni elezione. Molti osservatori parlano di una DC lontana dai giovani e dalla società che sta cambiando.
Quando viene eletto segretario Benigno Zaccagnini, pochi immaginano cosa accadrà.
A Ravenna lo conoscono come medico pediatra. Durante la guerra è stato partigiano. Nei palazzi romani è considerato una figura diversa dai leader che hanno dominato il partito negli anni precedenti.
Appena insediato, Zaccagnini apre le porte della segreteria a una nuova generazione. Arrivano studenti, scout, giovani amministratori, cattolici impegnati nel sociale, operai. Le riunioni si allungano fino a tarda sera. Si discute di scuole, quartieri, lavoro, partecipazione.
Nei corridoi del potere qualcuno osserva con ironia quel gruppo di ragazzi.
Nasce un soprannome. I dirigenti più scettici li chiamano “i Ragazzi della Camomilla”. Per molti non hanno il peso politico necessario per affrontare una fase così delicata. Le loro riunioni vengono considerate esercizi di idealismo destinati a scontrarsi con la realtà.
Intanto il tempo scorre.
Le elezioni del 1976 si avvicinano. I sondaggi descrivono una sfida mai vista prima. Per la prima volta il Partito Comunista appare in grado di contendere alla Democrazia Cristiana il primato elettorale.
Nelle settimane precedenti al voto la tensione cresce. Ogni comizio, ogni incontro, ogni dichiarazione viene analizzata come un possibile segnale.
Il 20 giugno arrivano i risultati.
La DC ottiene il 38,7 per cento dei voti. Il PCI cresce, ma non supera i democristiani. Il sorpasso annunciato non si realizza.
Nella sede del partito i dati arrivano uno dopo l’altro. Il risultato consegna alla Democrazia Cristiana uno dei migliori consensi della sua storia.
I “Ragazzi della Camomilla” sono ancora lì. Gli stessi giovani che pochi mesi prima venivano guardati con diffidenza. E il rinnovamento avviato da Zaccagnini diventa uno degli elementi centrali di quella vittoria.


A cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana