18 agosto 1954. In una casa della Valsugana Alcide De Gasperi sta vivendo l’ultimo giorno della sua vita. Ha 73 anni, è gravemente malato. L’uomo che ha guidato l’Italia fuori dalle macerie della guerra è ormai lontano da Palazzo Chigi. All’alba del giorno successivo non ci sarà più.

È passato appena un anno dalla fine della sua lunghissima stagione alla guida del governo: dal dicembre 1945 all’agosto 1953, otto esecutivi consecutivi. In quegli anni l’Italia è passata dalla monarchia alla Repubblica, ha approvato la Costituzione, ha avviato la ricostruzione, scelto la collocazione occidentale ed è entrata nel processo di integrazione europea con la Comunità del carbone e dell’acciaio.

Ora De Gasperi è tornato nel suo Trentino. La politica italiana, intanto, sta già cambiando. La Democrazia Cristiana resta il grande partito attorno al quale ruota il Paese, ma la stagione del suo fondatore e leader indiscusso si sta chiudendo.

Nella notte tra il 18 e il 19 agosto le condizioni precipitano. Alcide De Gasperi muore il 19 agosto 1954 a Borgo Valsugana. Fino all’ultimo resta parlamentare della Democrazia Cristiana.

La notizia attraversa immediatamente l’Italia. Il Paese saluta non soltanto il capo della DC, ma uno degli uomini che avevano costruito la nuova Repubblica dopo il fascismo e la guerra.

Il 18 agosto rimane così una data quasi sospesa: l’ultima giornata di De Gasperi. Dietro di lui ci sono la ricostruzione e la nascita della Repubblica. Davanti all’Italia c’è una nuova stagione politica.

Ma molte delle scelte compiute in quegli anni — democrazia parlamentare, alleanza occidentale e costruzione dell’Europa — continueranno a segnare la storia italiana ben oltre la vita del loro protagonista.