
A seguito del lavoro collettivo del Comitato Programma, i cui componenti ringrazio, si è pervenuti da parte della Direzione Nazionale alla approvazione unanime della prima stesura del programma del Partito che viene di seguito pubblicato.
La settimana entrante si costituirà un nuovo Comitato per la integrazione del testo con riferimento alle problematiche afferenti il mondo femminile.
Il Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana f.f.
Prof. Avv. Gianpiero Samorì

DEMOCRAZIA CRISTIANA
MANIFESTO DEI LIBERI E FORTI
La DEMOCRAZIA CRISTIANA è un partito laico e liberale di ispirazione cristiana, che ha ricostruito l’Italia assicurandole libertà e benessere diffuso.
Professa e persegue:
- IL DIRITTO DI OGNI PERSONA ALLA LIBERA AUTODTERMINAZIONE, che è il diritto a qualsiasi forma di culto e di opinione, di libera scelta di relazione, nel rispetto del diritto di tutti nei termini e con i limiti costituzionalmente previsti.
Professa e persegue:
- L’ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO, che contempera le leggi del profitto con il diritto di ogni essere umano ed una esistenza libera e dignitosa.
Professa e persegue:
- IL DIRITTO DEI POPOLI ad autodeterminarsi, scegliendo liberamente a quale nazione appartenere, il diritto all’accoglienza nel rispetto delle leggi e delle regole. Attua la cooperazione con le aree del Mondo più disagiate per favorire uno sviluppo che attenui se non risolva il dramma dell’immigrazione. In linea, in uno con il diritto alla Pace, con la cultura della Civiltà dell’Amore.
Professa e persegue:
- IL MULTILATERALISMO nelle relazioni tra i Popoli, il diritto internazionale quale strumento alternativo alla legge del più forte. La DEMOCRAZIA CRISTIANA è convintamente europeista, rifugge le teoriche sovraniste, storicamente anticamera di conflitti armati o deflagrazioni economiche. La Democrazia Cristiana si erge a baluardo della democrazia, una forma di organizzazione sociale che per funzionare postula un benessere diffuso, un forte ceto medio produttivo e una corretta distribuzione della ricchezza.
Professa e persegue:
- IL DIRITTO ALLA PACE, contro le politiche del riarmo, con la trasformazione degli strumenti atomici di morte in energia positiva di sviluppo
LE COERENTI PROPOSTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA AL PAESE
Negli ultimi trent’anni le politiche fiscali e le scelte di politica economica adottate hanno prodotto un graduale, ma costante, impoverimento dei ceti medi produttivi che già in parte sono scivolati nell’area del disagio o percepiscono il rischio di ritrovarvisi.
Sono perciò indotti ad orientare il loro consenso verso idee e partiti che propongono ricette all’apparenza semplici, ma praticamente irrealizzabili compensando il benessere perduto con l’aspettativa di un maggiore ordine e più sicurezza, orientando così l’intero sistema verso forme di militarizzazione che confliggono con l’idea cattolica e liberale.
Questa situazione, aggravatasi con la crisi pandemica che ha esasperato le disuguaglianze economiche, va rapidamente rettificata seguendo le linee di seguito tracciate.
A.- FISCO.
– Radicale riforma del sistema fiscale prevedendo la totale detraibilità di tutte le spese sostenute dai cittadini, con passaggio da un sistema di tassazione del reddito prodotto alla tassazione del reddito non speso, che consenta di dedurre dalle tasse dovute allo Stato tutte le spese sostenute per il proprio sostentamento e il benessere della propria famiglia.
– Vantaggi:
i) incremento del reddito disponibile per i lavoratori e i ceti medi produttivi, senza costi aggiuntivi per le aziende;
ii) incremento della capacità di spesa di lavoratori e ceto medio con riflessi positivi sui consumi;
iii) riduzione, se non eliminazione, dell’evasione fiscale tramite la partecipazione fattiva di ogni cittadino, non con sistemi coercitivi/repressivi;
iv) conseguente riduzione del divario di ricchezza tra classi, con miglioramento del tenore di vita del ceto medio;
B.- ECONOMIA.
a) – Costituzione di una Banca pubblica esclusivamente finalizzata ad erogare il credito in favore degli agricoltori, degli artigiani, dei commercianti, dei piccoli-medi imprenditori, e dei giovani professionisti, così da riattivare l’ascensore sociale che negli ultimi anni si è bruscamente interrotto;
oggi le Banche fanno credito solo a chi i soldi li ha già, aumentando il divario di ricchezza ed impedendo ai giovani capaci di avviare attività di impresa.
Particolare attenzione va portata al mondo della agricoltura che garantisce al Paese il bene prioritario e indispensabile, l’autonomia alimentare
Senza credito tutti i principali imprenditori italiani non sarebbero partiti, né potrebbero partire;
b) – Esenzione da ogni imposta, eccetto l’I.V.A., per le attività economiche stabilmente inserite in comuni della collina e della montagna, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, per evitare lo spopolamento delle aree periferiche e una eccessiva urbanizzazione delle città.
c) – Per il SUD, costituzione di aree di fiscalità di vantaggio per l’insediamento di attività ad alto valore aggiunto, in grado di occupare personale giovane, altamente formato cui offrire redditi adeguati, favorendone il permanere nei territori di origine.
Per tutti i fondi di investimento, assicurazioni e attività similari facilitazioni per il trasferimento in tali aree, non necessitando di alcuna infrastruttura fisica, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro di qualità.
È il modello prescelto dall’Islanda, dal Lussemburgo e, in tempi meno recenti, dalla Baviera.
C.- FAMIGLIA: DAL RE -ARM AL RE- BORN
La famiglia, comunque sia giuridicamente organizzata, è centro fondamentale dell’attenzione dello Stato, nucleo testimoniale di solidarietà e società naturale per la procreazione e l’educazione dei figli.
a) – In luogo del riarmo di 1000 Miliardi di Euro deliberato dall’Unione Europea, occorre passare al RE-BORN ovvero ad un grande piano europeo di 1000 Miliardi volto a finanziare la costruzione delle famiglie e la nascita dei bambini.
b) – Favorire famiglia e procreazione con politiche di forte incentivazione fiscale alle imprese che istituiscano al loro interno asili nido aziendali.
– Vantaggi:
i) miglioramento della qualità di vita delle madri lavoratrici;
ii) facilitazione alla procreazione e, quindi, indiretto deterrente alle interruzioni di gravidanza;
iii) alleggerimento dei costi di Stato, Regioni e Comuni nel settore degli asili nido, da sempre deficitari
D.- PENSIONI E STATO SOCIALE.
Possibilità di decidere in piena libertà, dopo 20 anni di contribuzione, la propria età pensionabile, percependo una pensione rapportata a quanto versato, capitalizzata in ragione della aspettativa di vita media;
– Vantaggi:
i) ogni persona resta libera di disporre del proprio tempo, senza oneri economici a carico della collettività;
ii) liberazione di molti posti di lavoro, riducendosi significativamente la disoccupazione giovanile;
iii) superamento, nel segno della libera autodetermina-
zione, delle perenni e ricorrenti diatribe sull’età pensionabile; ognuno decide per sé senza gravare sugli altri.
c) – Revisione di tutti gli strumenti dello stato sociale, già sperimentati o oggi in vigore: reddito di cittadinanza, NASPI, cassa integrazione ed altro, imperniati sulla remunerazione della non attività.
– Qualunque reddito di protezione ricevuto dallo Stato deve implicare la partecipazione ad attività socialmente utili o a corsi formativi permanenti per 40 ore settimanali;
– Vantaggi:
i) fortissima riduzione della platea dei beneficiari, potendosi escludere che criminali, lavoratori in nero, nullafacenti per scelta, siano interessati a frequentare continuativamente ore settimanali di attività o lezione;
ii) professionalizzazione dei partecipanti, con maggiore facilità di reinserimento nel mondo del lavoro;
d) riconoscimento, a qualunque cittadino che abbia superato l’età di 75 anni, di un reddito minimo di E. 1.000,00, necessario per una vita almeno dignitosa, con innalzamento di tutte le pensioni a tale livello;
E.- GIUSTIZIA.
La giustizia va riformata, nella parte sostanziale ed in quella processuale, in modo organico, sia nel settore penale sia nel settore civile.
Nel settore penale si deve assicurare che i colpevoli siano puniti in modo celere ed effettivo, mentre gli innocenti debbono essere protetti da una ragionevole durata dei processi, anche attraverso una razionalizzazione e semplificazione delle fattispecie penali e la previsione di sanzioni effettivamente applicabili.
Il carcere deve evitare che si commettano nuovamente reati e non essere, come è oggi, una officina per imparare meglio a delinquere. La funzione rieducativa va concretamente realizzata, anche creando luoghi di detenzione che garantiscano la dignità della persona, mai calpestabile.
Alcuni interventi fondamentali:
i) i tempi lunghi del processo penale conseguono al numero eccessivo dei processi, che finiscono con assoluzioni per circa l’80% dei casi.
Ciò dipende dal fatto che il G.I.P. rinvia a giudizio non in presenza di prove ragionevoli di colpevolezza, bensì se il reato ipotizzato potrebbe trovare conferma nel dibattimento. Cioè sempre!! E peraltro senza motivazione.
Occorre perciò cambiare il meccanismo: il G.I.P. rinvia a giudizio motivando solo in presenza di prove ragionevoli offerte dal P.M.
ii) l’avviso di garanzia deve rimanere segretissimo fino alla decisione sull’archiviazione o l’istanza di rinvio a giudizio.
Oggi esso stesso è condanna mediatica anticipata, divenendo preclusivo alla stessa assunzione di incarichi istituzionali.
iii) le spese legali del processo penale sostenute dall’imputato assolto devono restare a carico dell’Ufficio del P.M., che ha promosso l’azione infondatamente.
F.- CULTURA E ISTRUZIONE.
La cultura è l’asse portante di ogni società ed occorre invertire completamente l’approccio degli ultimi 40 anni:
- Valorizzazione di tutto il corpo docente con netto miglioramento del reddito loro riconosciuto, abbinato ad una richiesta di forte professionalità per rendere dignità sociale agli insegnanti e contenuti formativi appropriati agli studenti.
- Investimenti significativi negli edifici scolastici per renderli luoghi piacevoli dare loro la dovuta importanza.
- Favorire la sempre maggiore conoscenza a diffusione della cultura in ogni ambiente e in ogni contesto con opportuni incentivi.
- Prendere per mano, ad integrale carico dello Stato, tutti i giovani talentuosi le cui famiglie versano in stato di bisogno o in difficoltà temporanea con l’unica previsione di un obbligo alla restituzione di quanto ricevuto se, una volta esaurito il percorso di studi, decidano di trasferire la loro attività all’estero vanificando così l’investimento pubblico.
Merita ricordare che investire nella cultura e nella formazione è investire sulla stessa economia perché avanti 20 anni ciascun popolo sarà più ricco quanto più i suoi cittadini saranno colti.
G.- SANITA’.
Il diritto alla salute è diritto essenziale da tutelare al massimo grado per ogni cittadino a prescindere dalla condizione sociale.
La DEMOCRAZIA CRISTIANA è a favore del Servizio Sanitario nazionale comprese le strutture regionali e private convenzionate. Esso deve essere posto in grado di soddisfare tutte le esigenze.
Allo scopo è necessario aumentare le retribuzioni dei medici, degli infermieri e dei tecnici sanitari che operano nel suo interno per evitare che un’eccessiva sperequazione dei redditi rispetto a quelli percepiti nella libera professione porti alla fuoriuscita dal sistema pubblico delle migliori professionalità.
In questa prospettiva occorre implementare gli investimenti sulla medicina di vicinanza, sulla medicina preventiva e sulla medicina predittiva, rendendo accessibili questi servizi a tutta la popolazione. Occorre comunque pensare una riforma complessiva della legge nazionale, che è targata 1978 e che non tiene conto dei profondi cambianti intervenuti nella società italiana.
I.- SICUREZZA.
La sicurezza è un bene comune essenziale e deve essere garantita nel pieno rispetto della dignità della persona umana, secondo i principi della Dottrina Sociale della Chiesa: centralità della persona, bene comune, solidarietà e sussidiarietà. In questa prospettiva la DEMOCRAZIA CRISTIANA ritiene necessario:
- Rafforzare in modo significativo il presidio del territorio in tutte le città, con una presenza stabile, visibile e capillare delle Forze dell’Ordine, quale strumento di prevenzione, tutela dei cittadini e contrasto alla criminalità.
- Promuovere un modello di sicurezza che non sia solo repressivo, ma fondato sulla collaborazione tra istituzioni, comunità locali, famiglie, associazioni e realtà del terzo settore, valorizzando la sussidiarietà come principio cardine.
- Favorire un clima di dialogo costruttivo con tutte le etnie e comunità presenti in Italia, riconoscendo il valore della convivenza civile e del rispetto reciproco, e prevenendo tensioni sociali attraverso percorsi di integrazione, mediazione culturale e responsabilizzazione condivisa.
- Sostenere programmi educativi e sociali che rafforzino il senso di comunità, la legalità e la partecipazione attiva dei cittadini, nella convinzione che la sicurezza non è solo un compito dello Stato, ma una responsabilità diffusa.
- Contrastare ogni forma di degrado urbano, microcriminalità e illegalità, consapevoli che la cura degli spazi pubblici e la qualità della vita nei quartieri sono elementi fondamentali per la sicurezza reale e percepita.
****a cura del Coordinamento Nazionale ed interregionale della Comunicazione della Democrazia Cristiana*****


