Democrazia Cristiana Italia: difendere l’agricoltura significa difendere l’uomo, i territori e il futuro

C’è un’Italia che ogni mattina si alza presto, lavora, produce e custodisce il territorio senza chiedere riflettori. È l’Italia degli agricoltori, degli allevatori, delle imprese agricole familiari, dei piccoli produttori e di quanti hanno costruito attorno alla terra non soltanto un’attività economica, ma un progetto di vita.

È un’Italia che rappresenta una parte fondamentale della nostra identità nazionale e che oggi chiede alla politica di essere ascoltata.

La Democrazia Cristiana Italia considera la tutela dell’agricoltura una questione economica, ma prima ancora politica, sociale ed etica.

La terra, infatti, non è semplicemente un bene da sfruttare. È lavoro, famiglia, comunità, paesaggio, tradizione e responsabilità verso le generazioni che verranno.

La centralità della persona anche nell’economia agricola

La Dottrina Sociale della Chiesa ci ricorda che l’economia deve essere al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio dell’economia.

Questo principio assume un significato particolare nel mondo agricolo, dove troppo spesso il valore del lavoro viene sacrificato alle logiche del massimo ribasso, della concentrazione economica e di una competizione che rischia di diventare insostenibile per le aziende più piccole.

Papa Francesco, nella Laudato si’, ha richiamato con grande chiarezza questi problemi.

Al paragrafo 94 ricorda le condizioni necessarie perché chi lavora la terra possa realmente sviluppare la propria attività: formazione tecnica, credito, assicurazioni e possibilità di accesso al mercato.

Al paragrafo 129 richiama inoltre l’attenzione sulla condizione dei piccoli produttori e sulla difficoltà delle realtà più fragili di competere in sistemi economici dominati dalle grandi economie di scala.

Sono riflessioni che interrogano direttamente la politica.

Non possiamo chiedere agli agricoltori di custodire il territorio, garantire la qualità degli alimenti, rispettare norme ambientali sempre più stringenti, investire nella sicurezza e nell’innovazione e, contemporaneamente, lasciarli soli davanti all’aumento dei costi, alla burocrazia e alla compressione dei prezzi.

Difendere l’agricoltura non significa guardare al passato

Per la Democrazia Cristiana Italia, sostenere il mondo agricolo non significa avere nostalgia di un’Italia che non esiste più.

Significa esattamente il contrario: investire nel futuro.

Un’agricoltura moderna può coniugare tradizione e innovazione, tecnologia e rispetto dell’ambiente, produttività e sostenibilità.

Ma la transizione ecologica non può essere realizzata contro chi lavora la terra.

La tutela dell’ambiente deve procedere insieme alla tutela del lavoro. Ogni scelta ambientale deve essere concretamente sostenibile anche sul piano economico e sociale.

Una politica che impone obblighi senza offrire strumenti, risorse e tempi adeguati rischia di trasformare principi condivisibili in nuovi problemi per famiglie e imprese.

La piccola impresa agricola è un patrimonio della comunità

Occorre inoltre riconoscere il valore sociale delle piccole e medie aziende agricole.

Dietro un’impresa familiare non ci sono soltanto numeri, bilanci o ettari coltivati. Ci sono famiglie, sacrifici, competenze tramandate, giovani che decidono se restare nel proprio territorio oppure abbandonarlo.

Quando chiude un’azienda agricola non perdiamo soltanto un’attività economica.

Perdiamo un presidio del territorio.

Perdiamo persone che conoscono i campi, i corsi d’acqua, le montagne e le fragilità ambientali. Perdiamo comunità nelle aree interne e montane. Aumentano lo spopolamento e l’abbandono del territorio.

Per questo sostenere l’agricoltura significa anche contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico e mantenere vive le nostre campagne e i nostri piccoli centri.

Una politica di sussidiarietà, non di assistenzialismo

La risposta, tuttavia, non può essere semplicemente quella dei sussidi.

La cultura politica popolare e cristiana ha sempre indicato un’altra strada: la sussidiarietà.

Lo Stato e le istituzioni devono aiutare le persone e le comunità a essere protagoniste del proprio futuro, non sostituirsi permanentemente a loro.

Servono quindi politiche capaci di favorire l’accesso al credito, gli investimenti, l’innovazione tecnologica, la formazione professionale, le assicurazioni contro calamità ed eventi climatici estremi e un accesso più equo ai mercati.

Occorre inoltre ridurre realmente la burocrazia e contrastare quelle distorsioni delle filiere che fanno sì che, troppo spesso, chi produce riceva una parte insufficiente del valore finale del prodotto.

Chi lavora deve poter vivere dignitosamente del proprio lavoro.

È un principio semplice, ma profondamente cristiano e democratico.

Terra, famiglia e giovani: una sola sfida

C’è infine un tema che riguarda il futuro dell’agricoltura italiana: il ricambio generazionale.

Dobbiamo creare le condizioni affinché un giovane possa scegliere di diventare agricoltore senza considerare questa decisione una scommessa impossibile.

Accesso alla terra, credito, formazione, innovazione e semplificazione amministrativa devono diventare parti di una vera politica nazionale per i giovani agricoltori.

E bisogna sostenere la famiglia.

Perché nella storia italiana la famiglia agricola è stata contemporaneamente luogo di produzione, solidarietà, educazione e trasmissione dei valori.

Difendere queste famiglie significa difendere un modello di società nel quale economia e comunità non sono mondi separati.

Custodire la terra significa custodire l’uomo

La Democrazia Cristiana Italia vuole riportare questi temi al centro dell’agenda politica nazionale.

Non vogliamo contrapporre agricoltura e ambiente, impresa e solidarietà, innovazione e tradizione.

Vogliamo ricomporli dentro una visione che metta al centro la dignità della persona.

La terra non appartiene soltanto a chi oggi la possiede o la coltiva. In un senso più profondo, ci è stata affidata temporaneamente e abbiamo il dovere morale di consegnarla alle generazioni future migliore di come l’abbiamo ricevuta.

Ma non esiste tutela della terra senza tutela di chi la lavora.

Difendere gli agricoltori significa difendere il lavoro.
Difendere il lavoro significa sostenere le famiglie.
Sostenere le famiglie significa mantenere vive le comunità.
E mantenere vive le comunità significa costruire il futuro dell’Italia.

Questa è la politica nella quale crede la Democrazia Cristiana Italia: una politica che non considera la terra una merce qualsiasi, ma un bene da custodire; che non considera l’agricoltore un numero, ma una persona; che non considera le comunità rurali un residuo del passato, ma una risorsa per il futuro.

Perché la terra è lavoro, la terra è famiglia, la terra è comunità.

E prendersene cura è una scelta di responsabilità, di giustizia e di buon senso.

Articolo tratto da intervento sul tema di Carlo Carlini Commissario della Democrazia Cristiana in Provincia di Macerata


A cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana