
REGIONE CALABRIA
In un momento storico segnato da profonde trasformazioni sociali ed economiche, da guerre energetiche su scenari mondiali, da crisi e tragedie umanitarie, prende forma una nuova realtร politica e culturale in Calabria che si richiama esplicitamente ai principi fondanti della tradizione popolare e cristiano-democratica della Prima Repubblica, ovvero quel partito storico, qual รจ stato la Democrazia Cristiana, protagonista indiscusso della costituente del โ48 e della ricostruzione di un Paese uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale. Un progetto politico che affonda le sue radici nel pensiero di Don Luigi Sturzo e che si propone di rimettere al centro del dibattito pubblico lโuomo, la famiglia e il valore della comunitร .
ร stata ufficializzata in queste ore la nomina del Commissario Regionale da parte della segreteria nazionale, nella figura del crotonese Antonio Venneri, con un passato di esperienza maturata sul campo, alla guida del sindacato Cisl, chiamato ora a guidare la fase costituente della Democrazia Cristiana sul territorio regionale, con il compito di strutturare una rete solida e partecipata di associazionismo politico, volontariato e impegno civico a difesa del welfare sociale.
La scelta del Commissario rappresenta un passaggio strategico: non solo un incarico organizzativo, ma una responsabilitร etica e culturale. Il nuovo rappresentante regionale sarร infatti chiamato a farsi interprete di un rinnovato umanesimo sociale, capace di rispondere alle fragilitร contemporanee con strumenti pratici e una visione di lungo respiro e di progettualitร concrete in un territorio economicamente depresso.
Al centro dellโazione politica della Democrazia Cristiana in Calabria vi รจ il recupero di quei valori che hanno storicamente caratterizzato lโesperienza di un partito portatore di istanze storiche quali: solidarietร , sussidiarietร , centralitร della persona, partecipazione pubblico-statale, progettualitร industriale, attenzione al disagio sociale e promozione della famiglia come nucleo fondamentale della societร .
Non si tratta di un ritorno nostalgico ma di una esigenza dettata dallโemergenza dei tempi, oltre che della volontร di attualizzare principi che oggi risultano piรน che mai necessari. Il crescente isolamento sociale, le difficoltร economiche delle famiglie e la perdita di punti di riferimento impongono una risposta seria, strutturata e profondamente radicata nel territorio.
Dopo 34 anni di divisioni locali, territoriali e con la scomparsa della Prima Repubblica e la morte di celebri calabresi come Riccardo Misasi e Giacomo Mancini, riteniamo che si possa e si debba riscrivere una pagina storica della nostra regione per il futuro.
I venti di guerra che impazzano nel Medio Oriente e in Palestina ci fanno sempre piรน capire che il Mediterraneo, nel XXI secolo, รจ centrale. Da piattaforma militare crediamo debba essere un ponte di pace, sviluppo, traffici marittimi, industrializzazione, cultura e turismo. In questo senso, Piano Mattei e Zes sono chiavi di volta per aprire scenari anche per la nostra regione.
Qualche giorno fa, dopo diversi decenni, si รจ deciso, con lโapprovazione del nuovo piano dei trasporti regionali, grazie al fiuto del Dottor Romano, che presiede sia la Zes nazionale che la partecipata regionale Fincalabra Spa, che il porto di Gioia Tauro debba fare un salto di qualitร con interporto, zona logistica integrata e rigassificatori.
Come Democrazia Cristiana, siamo dell’avviso, che i traffici mondiali, Est-Ovest, Sud-Nord debbano coinvolgere non solo Gioia Tauro, che guarda ad Ovest, ma anche Corigliano e Crotone, che guardano ad est. In particolare, Crotone, con la bonifica, avrebbe spazi immensi, assieme a giacimenti di gas di importanza nazionale, per logistica integrata che farebbe sรฌ che una nuova stagione di insediamenti industriali, dopo le dismissioni degli anni Novanta, possa rinascere. Corigliano e Crotone si affacciano ancor piรน da vicino ad Egitto, Turchia, Asia Centrale, sempre piรน assi portanti demografici, energetici ed industriali.
Al contempo, la zona di Catanzaro crediamo debba diventale polo universitario, sanitario ed amministrativo, assieme a Reggio Calabria e Cosenza (quest’ultima con grande futuro per quanto riguarda il polo tecnologico e la ricerca scientifica, grazie anche allโinvestimento della multinazionale giapponese NTT Data che si occupa di system integration). Il tutto dovrร avvenire in simbiosi con il Polo Universitario dell’Unical Crotone da trasformarsi in un polo di formazione di medicina (per la sua storia millenaria), filosofica e matematica e se, si crea i polo logistico, una facoltร di ingegneria logistica.
Sul fronte della sanitร la Democrazia Cristiana ritiene che non si debbano essere discriminazioni locali, ma offrire un servizio universale, assieme all’assistenza sociale, e alla medicina territoriale, unici per tutta la regione Calabria. Sul fronte della cultura devono essere recuperati, con scavi e promozione, tutti quei siti archeologici, dalla Magna Grecia al periodo bizantino, che hanno fatto grande, in passato la nostra regione. Il turismo deve essere corollario, e non la principale fonte di ricchezza della regione, collaterale nel senso che deve andare a braccetto con una rinascita industriale, scientifica, sanitaria, culturale, di recupero delle aree interne e montane, in un quadro che, ripetiamo, nel XXI secolo, vede il Mediterraneo, e noi quale piattaforma logistica, al centro dei traffici mondiali.
Su questi punti si chiederร unโapertura di dibattito pubblico, un confronto con tutte le forze politiche che lavorano per la rinascita della Calabria, nonchรฉ un incontro con il Presidente della Zes nazionale e della societร partecipata regionale Fincalabra Spa, Dottor Romano, che in questi anni, specie in Campania, ha dimostrato di avere una visione di insieme vincente.
Nel frattempo, il neo Commissario Regionale indicherร i progetti da realizzare allโinterno del partito e avrร il compito di coordinare iniziative rivolte al sostegno delle fasce piรน deboli, promuovere progetti di welfare assistenziale e favorire la nascita di reti locali tra istituzioni, enti del terzo settore e cittadini. Particolare attenzione sarร rivolta ai giovani e alle famiglie, con lโobiettivo di ricostruire un tessuto sociale oggi fortemente frammentato.
Non meno importante ribadiamo sarร il ruolo culturale: risvegliare quei sentimenti di appartenenza, responsabilitร e solidarietร che, nel corso degli anni, sembrano essersi affievoliti. Un lavoro che passa anche attraverso il dialogo, la formazione e il coinvolgimento diretto delle comunitร e le reti di assistenza e sostegno sociale.
La rinascita della Democrazia Cristiana in un territorio alquanto marginalizzato, depresso ma con enormi potenzialitร di sviluppo e la nomina del suo Commissario Regionale segnano dunque lโinizio di un percorso ambizioso: riportare al centro dellโagenda pubblica i valori della dignitร umana, dello sviluppo economico-sociale e della coesione comunitaria. Un progetto, un manifesto politico che guarda al futuro, ma con solide radici nella migliore tradizione della dottrina sociale della chiesa.
28 Marzo 2026
IL COMMISSARIO REGIONALE
ANTONIO VENNERI
—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana—–
Alcune fotografie di Antonio Venneri “storiche” del suo impegno nella Democrazia Cristiana :

Ex sSegreterio Nazionale della Cisl Marino con Antonio Venneri

In un convegno della DC presieduto da Martinazzoli ed Andreotti Antonio Venneri in piedi

