Dalla militanza giovanile nella DC alla Regione Veneto, dal Parlamento nazionale all’impegno per la rinascita del partito: il profilo politico e professionale di Luigi D’Agrò, oggi Vice Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana.

Luigi D’Agrò rappresenta una figura di lunga esperienza nella politica italiana e, in particolare, nella tradizione democratico-cristiana. Nato a Bassano del Grappa il 13 aprile 1948, è laureato in Scienze Politiche e ha svolto anche attività nel mondo universitario come docente.

La sua formazione politica nasce all’interno della Democrazia Cristiana, nelle sezioni giovanili del partito. È una formazione maturata nel rapporto diretto con il territorio, con le amministrazioni locali e con quella scuola politica democristiana che poneva al centro la responsabilità personale, il servizio alla comunità e la capacità di mediare tra interessi diversi.

Dalla DC alla Regione Veneto

Nel 1990, a soli 32 anni, D’Agrò viene eletto nel Consiglio regionale del Veneto nelle file della Democrazia Cristiana. È l’inizio di una importante esperienza istituzionale che lo porterà ad assumere responsabilità di governo regionale.

Nelle giunte regionali presiedute da Franco Frigo e Aldo Bottin, D’Agrò ricopre infatti diversi incarichi assessorili. Tra le deleghe affidategli figurano programmazione, bilancio, lavoro, cultura e sport, oltre a competenze relative all’organizzazione generale, al personale e agli enti locali.

Si tratta di incarichi particolarmente significativi perché riguardano alcuni dei principali strumenti attraverso i quali una Regione può incidere sullo sviluppo economico e sociale del proprio territorio: dalla programmazione delle risorse alla promozione del lavoro, dalla cultura allo sport.

In quegli anni D’Agrò si distingue anche per il suo impegno nella valorizzazione del territorio bassanese. Tra le esperienze ricordate figura il suo contributo all’organizzazione dei Campionati mondiali assoluti di ciclismo su pista del 1985, disputati al velodromo “Rino Mercante” di Bassano del Grappa.

Gli anni del cambiamento politico

La dissoluzione della Democrazia Cristiana all’inizio degli anni Novanta non interrompe il percorso politico di D’Agrò. Dopo la DC aderisce al Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli e successivamente, nel 1995, al CDU di Rocco Buttiglione, partecipando alla fase di trasformazione dell’area politica di centro di ispirazione cristiana.

È un periodo nel quale molti protagonisti della tradizione democristiana sono chiamati a confrontarsi con un sistema politico profondamente cambiato. D’Agrò continua a mantenere come riferimento una cultura politica fondata sul personalismo, sulla responsabilità sociale e sulla centralità delle comunità.

L’esperienza alla Camera dei Deputati

Il passaggio alla politica nazionale arriva con le elezioni del 2001, quando Luigi D’Agrò viene eletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Vittorio Veneto, nella circoscrizione Veneto 2. La sua esperienza parlamentare si sviluppa nelle file dell’UDC – Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro.

Durante la XIV legislatura ricopre il ruolo di segretario del gruppo parlamentare UDC e partecipa ai lavori della Commissione Attività produttive, commercio e turismo. La documentazione ufficiale della Camera registra una significativa attività parlamentare, con numerose proposte di legge, atti di indirizzo e controllo e interventi in Aula.

Nel 2006 viene rieletto alla Camera per la XV legislatura. In questa fase assume l’incarico di vicepresidente del gruppo UDC, con funzioni anche di delegato d’Aula.

Conclude la sua esperienza parlamentare nel 2008, dopo due legislature alla Camera.

L’impegno professionale e universitario

Parallelamente alla politica, D’Agrò ha coltivato un significativo percorso professionale e accademico. La documentazione ufficiale della Camera lo indica come laureato in Scienze Politiche e docente universitario.

La sua esperienza come docente di Sociologia dei sistemi organizzativi presso l’Università degli Studi di Padova rappresenta un elemento importante del suo profilo, perché affianca alla pratica delle istituzioni una riflessione sui processi organizzativi, sociali e politici.

Il ritorno alla Democrazia Cristiana

Dopo una lunga esperienza nelle istituzioni, Luigi D’Agrò torna a impegnarsi direttamente nel progetto di ricostruzione della Democrazia Cristiana.

Nel Veneto assume un ruolo importante nel rilancio organizzativo e politico del partito. Nel 2021 partecipa alla presentazione della ricostituita DC nel territorio padovano, contribuendo a un progetto che punta a riportare nel dibattito pubblico i temi della tradizione democratico-cristiana, della Dottrina Sociale della Chiesa e di un nuovo umanesimo politico.

Anche nel Vicentino il suo impegno è rivolto alla ricostruzione di una presenza politica democristiana radicata nei territori. In questa fase D’Agrò sottolinea la necessità di riportare il “sentimento democristiano” nella politica attiva, a partire dalle amministrazioni locali, valorizzando principi come solidarietà e sussidiarietà.

Nel 2024, come segretario regionale della DC del Veneto, interviene più volte per spiegare il significato della nuova presenza democristiana, insistendo sull’idea di una DC non nostalgica del passato, ma orientata alla costruzione di un nuovo futuro politico.

Oggi, al servizio della nuova DC

È proprio questo percorso, caratterizzato da esperienza amministrativa, attività parlamentare, impegno professionale e conoscenza del territorio, che porta Luigi D’Agrò ad assumere oggi l’incarico di Vice Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana.

La sua presenza nella dirigenza nazionale costituisce un collegamento tra la storia della tradizione democratico-cristiana e la volontà di costruire una proposta politica adeguata alle sfide del presente.

D’Agrò porta con sé una conoscenza diretta delle istituzioni: è stato consigliere regionale, assessore regionale, parlamentare per due legislature e dirigente di partito. Ma porta soprattutto una lunga esperienza maturata nel confronto con i cittadini, con le amministrazioni locali, con il mondo produttivo e con la società civile.

Il suo percorso testimonia dunque una concezione della politica intesa non semplicemente come ricerca del consenso, ma come servizio, responsabilità e costruzione del bene comune.

Una cultura politica proiettata verso il futuro

La vicenda politica di Luigi D’Agrò si può leggere, in definitiva, come un filo che collega diverse stagioni della politica italiana: la formazione nella Democrazia Cristiana della Prima Repubblica, la difficile transizione degli anni Novanta, l’esperienza parlamentare dell’UDC e, infine, il ritorno all’impegno diretto nella rinascita della Democrazia Cristiana.

Nel suo percorso emerge una convinzione di fondo: la cultura democratico-cristiana non può essere soltanto memoria del passato, ma deve trasformarsi in una proposta capace di affrontare le nuove questioni sociali, economiche e istituzionali.

È questa la sfida che oggi D’Agrò affronta nel suo ruolo di Vice Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana, mettendo a disposizione del partito l’esperienza maturata in oltre trent’anni di attività politica e istituzionale.

Una storia che parte dal Veneto e dalle comunità locali, passa attraverso le istituzioni regionali e il Parlamento nazionale e approda oggi a un nuovo impegno per una Democrazia Cristiana protagonista del presente e, soprattutto, del futuro.


A cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana