
Comunicato dell’On. Salvatore Giuffrida
Commissario Regionale della Democrazia Cristiana in Sicilia
La Sicilia è la terra di Don Luigi Sturzo, il sacerdote e uomo politico di Caltagirone che nel 1919 rivolse agli italiani il celebre appello “A tutti gli uomini liberi e forti”, chiamando i cattolici a partecipare responsabilmente alla vita politica del Paese.
Quell’appello non fu semplicemente uno slogan elettorale. Fu l’espressione di una precisa idea della politica: libera dai personalismi, fondata sulla responsabilità, rispettosa della persona e orientata al bene comune.
È proprio da qui che dobbiamo ripartire.
La Democrazia Cristiana nasce e si sviluppa dentro questa grande tradizione del cattolicesimo politico e sociale italiano, profondamente legata alla Dottrina Sociale della Chiesa. Dalla Rerum Novarum di Leone XIII alla Quadragesimo Anno, fino al magistero sociale dei Pontefici del Novecento e del nostro tempo, la Chiesa ha offerto ai cristiani impegnati nella società principi fondamentali: dignità della persona, solidarietà, sussidiarietà, giustizia sociale, libertà e ricerca del bene comune.
La DC ha tradotto quei principi in una presenza politica democratica, senza mai confondere il compito della Chiesa con quello del partito. È stato proprio questo il valore della grande esperienza democristiana: essere una forza politica di ispirazione cristiana, autonoma nelle proprie responsabilità, ma consapevole delle proprie radici culturali e spirituali.
Oggi sentiamo il dovere di riaffermare questa identità.
E lo facciamo anche guardando con attenzione all’iniziativa del nostro Segretario Nazionale, Prof. Avv. Gianpiero Samorì, che ha voluto rivolgersi ai Vescovi italiani per presentare la Democrazia Cristiana e ribadire il significato della sua presenza politica. Una scelta che consideriamo importante perché testimonia la volontà di mantenere aperto un rapporto rispettoso e trasparente con il mondo della Chiesa, senza sovrapposizioni, ma anche senza rinnegare le radici cristiane della nostra esperienza politica.
Ed è proprio in questo contesto che assume particolare significato ciò che sta accadendo intorno alla parola “Liberi e Forti”.
Assistiamo infatti al tentativo, da parte di alcuni, di richiamare quell’espressione e di trasferirne il significato in un campo politico diverso da quello della tradizione politica cattolica e democristiana dalla quale essa storicamente proviene.
Noi non intendiamo fare guerre di appartenenza né rivendicare un’esclusiva su una pagina della storia italiana.
Ma una cosa va detta con chiarezza: non si può separare l’appello di Sturzo dai valori che lo generarono.
“Liberi e Forti” significa libertà accompagnata dalla responsabilità; significa autonomia della politica dai poteri forti e dagli interessi particolari; significa attenzione ai più deboli; significa difesa della persona, della famiglia, del lavoro e delle comunità; significa costruire il bene comune attraverso la partecipazione.
Questa è la cultura nella quale la Democrazia Cristiana continua a riconoscersi.
Per questo, oggi, in Sicilia, vogliamo rivolgerci ai cattolici impegnati e a quelli che guardano alla politica con disillusione, ma anche a tutti i cittadini dell’area popolare, liberale e moderata che sentono il bisogno di una politica fondata su valori e responsabilità.
La Democrazia Cristiana vuole essere la casa politica di questi “Liberi e Forti”.
Non per nostalgia del passato, ma per costruire il futuro.
Perché la lezione di Sturzo non appartiene soltanto alla storia: appartiene ancora alla politica italiana quando la politica sceglie di mettere al centro la persona e il bene comune.
E quale luogo migliore della Sicilia, la terra di Don Luigi Sturzo, per rilanciare oggi quell’appello?
Liberi nelle coscienze. Forti nei valori. Responsabili davanti alla comunità.
È questa la Democrazia Cristiana che vogliamo costruire.
On. Salvatore Giuffrida
Commissario Regionale della Democrazia Cristiana in Sicilia

