In un’epoca di frammentazione sociale e crisi globali, la Calabria prova a riscrivere la sua storia politica tornando alle radici. È stato ufficializzato in questi giorni il nuovo assetto della Democrazia Cristiana nella regione, con la nomina del crotonese Antonio Venneri a Commissario Regionale.

Venneri, forte di un’esperienza ultradecennale alla guida del sindacato Cisl, è stato chiamato dalla segreteria nazionale per guidare la fase costituente del movimento. Non un ritorno nostalgico al passato, ma un “nuovo umanesimo sociale” che affonda le radici nel pensiero di Don Luigi Sturzo per rispondere alle emergenze del XXI secolo.

Nel manifesto politico firmato dal neo Commissario, emerge una visione che va ben oltre i confini regionali. In un momento segnato dai conflitti in Medio Oriente, Venneri rilancia la centralità della Calabria nel Mediterraneo: «Da piattaforma militare, la nostra terra deve diventare un ponte di pace, sviluppo, industrializzazione e cultura».

Il progetto punta tutto sulla logistica integrata. Se il porto di Gioia Tauro resta il gigante che guarda a Ovest, la DC di Venneri accende i riflettori su Corigliano e Crotone, porte naturali verso l’Egitto, la Turchia e l’Asia Centrale. In particolare, per Crotone si ipotizza una nuova stagione industriale legata alla bonifica, ai giacimenti di gas e alla logistica, trasformando il territorio in un hub energetico di importanza nazionale.

Il manifesto di Venneri disegna una Calabria policentrica e specializzata:

Catanzaro: Polo universitario, sanitario e amministrativo.

Cosenza: Hub della ricerca scientifica e tecnologica (con NTT Data).

Crotone: Evoluzione dell’Unical in un polo di formazione medica, filosofica e ingegneristica.

Sanità: Un servizio universale unico per tutta la regione, potenziando la medicina territoriale e le case di comunità per eliminare le discriminazioni locali.

«Dopo 34 anni di divisioni, sentiamo il dovere di riscrivere una pagina storica nel solco di grandi calabresi come Misasi e Mancini», sottolinea Antonio Venneri. Il suo compito sarà ora quello di strutturare una rete solida di associazionismo e volontariato. L’attenzione sarà massima verso le famiglie e le fasce più deboli, con l’obiettivo di ricostruire un tessuto sociale oggi sfilacciato.

Il Commissario ha già annunciato l’intenzione di aprire un confronto pubblico con tutte le forze politiche e con il Dottor Romano (Zes nazionale e Fincalabra), per integrare questa visione in un quadro di sviluppo che veda la Calabria come piattaforma logistica al centro dei traffici mondiali.

—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana—-