

In vista dell’importante appuntamento referendario del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere, la Democrazia Cristiana del Lazio esprime forte preoccupazione per i dati previsionali sull’affluenza.
Il ricordo va allโultima tornata elettorale referendaria dellโ8 e 9 giugno 2025, quando i quesiti su lavoro e cittadinanza videro una partecipazione drammaticamente bassa, fermandosi a una media del 29,8% e mancando il quorum.
Sulla necessitร di invertire questa rotta รจ intervenuto Roberto Marta, Commissario Regionale della Democrazia Cristiana nel Lazio:
“Il dato dell’ultima consultazione referendaria รจ stato un segnale di allarme che non possiamo ignorare. Vedere la partecipazione crollare sotto la soglia del 30% significa che una parte enorme del Paese non si sente piรน rappresentata o coinvolta nelle scelte fondamentali della nostra Costituzione. Come Democrazia Cristiana, auspichiamo con forza un riavvicinamento della gente al votoโ.
Marta ha poi aggiunto una riflessione sul valore civile della consultazione di marzo:
“Il referendum del 22 e 23 marzo non รจ solo un tecnicismo giuridico, ma un esercizio di sovranitร . La politica deve avere il coraggio di tornare a parlare ai cittadini con chiarezza, abbandonando gli scontri di palazzo per rimettere al centro i bisogni reali della comunitร . Il nostro impegno sul territorio laziale sarร massimo per spiegare l’importanza di esserci: la democrazia si difende solo partecipandoโ.
La DC Lazio ribadisce che, trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non รจ previsto il quorum, ma proprio per questo la legittimazione della riforma passa attraverso una partecipazione ampia e consapevole.
Il partito invita tutti i cittadini a informarsi e a recarsi alle urne, per evitare che l’astensionismo diventi l’unico vero vincitore delle consultazioni.
—-a cura del Coordinamento nazionale ed interregionale della comunicazione della Democrazia Cristiana—-

